KwaZulu-Natalm Sudafrica, 1 giugno
1879
Napoleone Eugenio fu colpito in una imboscata dagli Zulù e in
pochi istanti rese l'anima agli dei. Però ebbe il tempo di pensare a
quanto lasciava di più caro nella vecchia e lontana Inghilterra ovvero
alla sua amata principessa Beatrice Elisabetta di Sassonia-Coburgo-Gotha.
Lei lo attendeva a Sandingrham, desiderosa di poter iniziare assieme al
suo Principe Imperiale una nuova vita, finalmente libera dagli egoismi di
sua madre, la regina Vittoria. Infatti da quando era rimasta vedova
l'Imperatrice britannica pretendeva che la figlia piu' giovane le facesse
sempre compagnia, come dama e come segretaria.
Alla giovane Beatrice la
possibilità di coronare il suo sogno d'Amore rappresentava una via di fuga
dalla sempre più opprimente corte vittoriana.
E invece il destino
aveva scelto diversamente. Uomini a lei sconosciuti e appartenenti ad un
mondo così lontano da Buckingham Palace, dalle battute di caccia e dal
Christmas Pudding, avevano infranto le sue speranze.
Ora alla
principessa restavano solamente i ricordi. Come quello del loro primo
incontro.
L'Amore della giovane principessa inglese per il figlio
dell'Imperatore Napoleone III era nato per caso durante un ricevimento.
Lui era un aitante giovane ufficiale francese che prestava servizio
nell'esercito britannico. Gli occhi chiari, come laghi di montagna, i
capelli castani e un portamento imperiale lo rendevano un oggetto
d'ammirazione delle giovani e meno giovani dame dell'impero. E anche non
pochi uomini avevano perso la testa per il suo corpo forte e tornito come
quello di un dio greco. Si favoleggiava e si chiacchierava molto su
Napoleone Eugenio, sulle sue doti fisiche e amatorie.
Un brivido
percorreva lungo i corpi trattenuti delle Lady in quella società
sessuofobica. Il principe imperiale risvegliava piaceri sopiti, bagnava i
sogni delle lunghe notti delle donne in crinolina e di molti uomini in
redingote.
La stessa Beatrice non era immune da quei pensieri.
La
notte, quando finalmente restava sola nella sua stanza, poteva soffermarsi
sull'aspetto del suo corpo. Allora si spogliava davanti allo specchio, si
toglieva un indumento alla volta, senza fretta e alla luce delle candele,
il suo bianco corpo svelava se stesso. Con le mani sfiorava la sua pelle,
tanto delicata da arrossirsi per un solo pizzicotto, che Beatrice non
resisteva dal darsi sui seni e sulle floride natiche.
Lentamente
esplorava le regioni del piacere, che sapeva essere bramate dagli uomini.
Anche dal suo Amore francese. Lo immaginava nudo, forte e turgido di
desiderio. Si sentiva invadere dal suo ardore di giovane uomo in amore, lo
sognava ansimante e sudato mentre cavalcava il suo corpo di giumenta, e
infine lo sentiva riempire la sua femminilità di seme imperiale.
Beatrice in preda all'estasi d'amore si aggrappava alla specchiera,
immaginando fossero le sode natiche del suo principe.
Il piacere la
lasciava madida di sudore, e abbastanza soddisfatta anche se non
totalmente. Un po' come quando ci si alza da tavola, con un leggero
languore e si ha ancora voglia di un ultima fetta di torta.
Del resto
la giovane principessa non aveva mai nemmeno baciato il giovane uomo.
Un altro ricordo che allietava, ma spesso anche immalinconiva, le
serate della principessa era la vacanza trascorsa assieme a Napoleone
Eugenio sul Victoria and Albert, il Royal Yacht della regina Vittoria.
Erano stati dieci giorni di crociera nel Mediterraneo, fra Sicilia, Magreb
e Grecia.
Ovviamente era presente tutta la corte e i due giovani
avevano avuto pochissime occasioni anche solo di parlarsi.
Ma vedere
quei luoghi così magici e suggestivi assieme era stata una fonte infinita
di gioia per la principessa.
Beatrice sentiva ancora il cuore palpitare
quando rivedeva con l'occhio della mente la cima dell'Etna o le spiagge
assolate del Marocco. In particolare ricordava la gita al tempio di
Abu-Simbel in Egitto. Si rivedeva a fianco del suo principe ammirare
estasiata le statue gigantesche di Ramses II e della regina Nefertari.
Sulle rive del Nilo, il sole che lentamente tramontava e colorava tutto di
una calda luce color dell'ocra e lei, giovane principessa, si proteggeva
la pelle con un candido ombrello di lino, color della crema. E poi era
impossibile per lei dimenticare l'unica volta in cui aveva visto il suo
giovane amore nudo, mentre faceva il bagno nel mare greco. Lei era scesa,
sul far della sera, verso una spiaggia che si stendeva ai piedi della casa
che la ospitava sull'isola di Cipro. Aveva voglia di prendere un po'
d'aria e di pensare in solitudine, quando improvvisamente intravide un
corpo d'uomo che nudo si immergeva nell'acqua. Non stento' a riconoscere
il giovane principe francese. Un'ondata di piacere attraverso' il corpo di
Beatrice, come una scossa elettrica, e la costrinse a nascondersi dietro
ad alcuni arbusti e ad osservare quel corpo in tutto il suo giovane
splendore. Quando Napoleone uscì dall'acqua lei si perse tra i muscoli del
suo corpo, come rapita dalla fiera mascolinità del giovane, esibita senza
pudore in quanto ignaro degli occhi che lo stavano ammirando.
Beatrice avidamente si nutrì, per la prima volta, della vista di un sesso
maschile, sempre più minaccioso e forte. In silenzio e lontani nello
spazio, ma non nel tempo, i due giovane si diedero l'amore di cui avevano
bisogno: lui, steso sulla sabbia, le gambe divaricate e rivolto al sole,
impugnando, giocando e allenandosi con la sua imperiale spada d'argento.
Lei, nascosta, accarezzando ed esplorando sempre più in profondità la sua
femminilità. Insieme giunsero all'Olimpo del piacere, lui liberando la sua
calda, bianca e abbondante forza e lei accogliendola idealmente in se
stessa.
Quante emozioni e quanti sogni. Il tutto infranto in un giorno
d'estate in Africa.
Bisanzio Velata
FINE