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RACCONTI

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Bisanzio Velata
La zarina Italiana






 


28 agosto 1943

Lo zar Boris III di Bulgaria rese l'anima al Signore dopo alcuni giorni di dolorosa agonia. Sua Maestà era appena rientrato da un incontro teso e drammatico a Rastenburg nella Prussia orientale con il führer Adolf Hitler e per molti quel fatale epilogo fu l'esito di un avvelenamento.
Ad esserne convinta era anche la zarina Giovanna di Savoia che sedeva sul trono delle rose dal 1930.
Sua Maestà, figlia di Vittorio Emanuele III d'Italia, aveva incontrato il giovane Sassonia-Coburgo-Gotha nel 1927 ad una festa al Quirinale e subito se ne era innamorata, contraccambiata. Le nozze furono fissate per il 25 ottobre 1930 ad Assisi e i tre anni di attesa furono un tempo ricco di romanticismo, di lettere e di balli.

Nel gennaio del 1928 lo zar bulgaro fu invitato a trascorrere alcuni giorni nel Palazzo della Venaria Reale, nella campagna torinese, in modo da poter approfondire la conoscenza della principessa. L'intera tenuta sabauda era immersa in una abbondante nevicata e la legna ardeva nei caminetti della magione piemontese.
La principessa italiana era emozionata all'idea di incontrare Boris e poter trascorrere assieme alcuni giorni. Naturalmente i due giovani non erano soli, infatti tutta la corte si era trasferita alla Venaria per partecipare alle feste in onore del reale ospite e un nuovo invito era stato già formulato: in primavera caccia al cervo presso la tenuta di Stupinigi.
La prima sera fu organizzata una sontuosa cena e attorno ai candelabri in argento erano seduti tutti i membri della famiglia reale. Il re Vittorio Emanuele III, la regina Elena del Montenegro, le principesse Yolanda e Maria Francesca, la principessa Mafalda assieme al marito Filippo, Landgravio d'Assia-Kassel, il principe ereditario Umberto e la futura principessa di Piemonte Maria Jose', anch'essa ospite in quei giorni dei Savoia. Ma gli occhi dello zar erano solamente per Giovanna. In effetti la giovane era bellissima nel suo abito da gran sera, nero e semplice secondo la moda dei ruggenti anni venti. Un lungo giro di perle le impreziosiva il décolleté.

La serata si svolse tranquilla, fra chiacchiere da salotto ed escludendo abilmente ogni riferimento a spinose questioni politiche. Dopo la cena le signore si trasferirono nel salotto principale, seguite poco dopo dagli uomini attardatisi nella sala da pranzo a bere un bicchiere di brandy e a fumare sigari; e difronte al fuoco scoppiettante del grande caminetto in marmo ripresero le conversazioni. La giovane principessa era ammaliata dal fascino slavo dello zar che le ricordava la sua ascendenza materna. "Vostra Maestà quale è il simbolo del vostro Paese?", domandò Giovanna. " Le rose. E voi sarete la rosa più delicata e bella di Bulgaria", rispose Boris.
Nei giorni successivi il corteggiamento proseguì fra balli e passeggiate nel parco innevato.
Sua Maestà Vittorio Emanuele III era l'artefice di una politica matrimoniale che gli aveva permesso di collocare i suoi figli in posti chiave per l'affermarsi della dinastia oltre i tradizionali matrimoni con esponenti delle case reali francese e asburgica. Infatti la principessa Mafalda era convogliata a nozze, nel 1925, con il principe Filippo d'Assia e l'erede al trono Umberto presto avrebbe impalmato la figlia del re del Belgio.

Giovanna ripensava a quei giorni ormai così lontani, la guerra e i suoi orrori avevano cambiato molte cose, e sicuramente molte altre ne sarebbero ancora mutate.
Però poteva ancora rivedere il suo zar cavalcare con grazia nei boschi piemontesi, durante la caccia al cervo, atletico e aitante nel suo completo da cavaliere. La giacca in tweed ben tagliata, i pantaloni attillati, che sottolineavano le forti gambe, gli stivali tanto lucidi da potervisi specchiare. In testa un cappello anch'esso di ruvido tweed verde e nella mano un frustino. La principessa sabauda non si stancava di inebriarsi alla vista di Boris, il quale non era meno innamorato e affascinato dalla bella e delicata altezza reale.
E la sera, i saloni di Stupinigi erano illuminati e addobbati a festa, un'orchestra suonava tutta la notte e il fior fiore dell'aristocrazia italica ballava e si divertiva. Giovanna e Boris, sempre uniti, formavano una delle coppie più ammirate e invidiate. Lui in frac e lei in abito lungo, in seta color grigio perla.

"Siete bellissima. Una perla, proprio come il vostro vestito", le sussurrava alle orecchie lo zar, " Voi mi lusingate, Vostra Maestà", rispondeva sensualmente la principessa.
Giovanna rivedeva con gli occhi del cuore e della memoria il suo Zar, il giorno del loro matrimonio nel lontano 25 ottobre 1930. La cerimonia si svolse ad Assisi e tutta la cittadina umbra, così come l'intero Regno d'Italia, era in festa. Quel giorno tutto sembrava possibile agli sposi e il futuro appariva loro promettente e roseo. Quanto avrebbero rimpianto quella felicità così semplice ed immediata.

Il difficile trono di Bulgaria rivelò loro infatti la drammatica realtà di un continente pronto ad esplodere in una carneficina ancora peggiore del primo conflitto mondiale.
Ma a distanza di tanti anni la principessa ricordava poco, o forse voleva ricordare poco, della grande bufera che aveva travolto il suo Paese e la sua famiglia, a lei interessava il suo Amore, portato via dalle sue braccia da quella follia chiamata Nazismo.
Ricordava solamente gli ardenti baci di Boris, le sue carezze audaci, i loro corpi nudi intrecciati in lenzuola di seta odorose di un'inebriante essenza di rose bulgare. Sentiva ancora la passione che rendeva sfacciate le sue labbra e le sue mani e la forza dello Zar nel farla sua, nel prenderla e nel possederla fino all'apice del piacere. Si davano reciprocamente senza remore o falsi pudore, facendosi sentire gli unici possessori l'uno dell'altra. Eros li dominava e le loro carni e le loro anime si cercavano e si compenetravano bramando l'assoluto dionisiaco, che arrivava come una scossa elettrica, lasciando i loro corpi imperlati di sudore, ma i loro spiriti sazi d'Amore.





FINE



Bisanzio Velata


 





 
 
 



Il racconto è frutto di fantasia. Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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Photo     Margarita Kareva

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