Madame le sue origini?
Il mio nome vero è
Simone-Henriette-Charlotte Kaminker e sono la primogenita di André
Kaminker, un ebreo polacco, e della parigina Georgette Signoret. Sono nata
a Wiesbaden, un paesino tedesco che nel 1921 si trovava sotto
l'occupazione francese. Due anni dopo la mia nascita i miei si
trasferirono a Neuilly-sur-Seine, un sobborgo di Parigi, dove frequentai
le scuole elementari, medie e superiori.
Perché intraprese
la carriera di attice?
Fu un puro caso. Nel 1941 trovai lavoro
come segretaria per Le nouveau temps, una rivista fondata da Jean
Luchaire, padre della mia ex compagna di scuola Corinne. E fu proprio
grazie a Corinne, che aveva cominciato a recitare sul grande schermo, che
venni introdotta nell'ambiente cinematografico e adottai come nome d'arte
quello della madre.
Nel 1943 conobbe Yves Allégret…
Lui era regista e sceneggiatore e grazie a lui recitai in ruoli importanti
come nei film L'albergo della malavita e Dédée d'Anvers dove interpretavo
la parte di una prostituta sfruttata.
Poi il matrimonio…
Con Yves ci sposammo nel 1948, la nostra prima figlia morì pochi giorni
dopo la sua nascita, poi subito dopo concepimmo Catherine.
Lei è sempre stata considerata una donna anticonformista…
Al
tempo frequentavo il mondo intellettuale della Rive gauche, portavo
pantaloni di flanella, maglioni a collo alto e fumavo le Caporal e le
Gauloises. Ero piuttosto combattiva, devota alla causa della giustizia
sociale, e fu in quel periodo che conobbi Jacques Prévert.
Fu proprio Prévert che le presentò Yves Montand, il suo grande
amore…
Yves che aveva lo stesso nome di mio marito era un
italiano, alla nascita Ivo Livi, arrivato in Francia da bambino. Da
scaricatore di porto era diventato cantante grazie a Édith Piaf che aveva
scoperto e lanciato.
Un colpo di fulmine…
Me
ne innamorai pazzamente e nell'agosto 1949 Simone decisi di lasciare
Allégret e di andare a vivere con Montand. Dopo il divorzio ci sposammo il
22 dicembre del 1951.
Intanto la sua carriera
cinematografica proseguiva alla grande…
Dopo alcuni film
prestigiosi, come Il piacere e l'amore di Max Ophüls, Casco d'oro di
Jacques Becker, I diabolici di Henri-Georges Clouzot, La selva dei dannati
di Luis Buñuel e Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli dove vestivo i
panni di una matura prostituta, nel 1960 ottenni l'Oscar come migliore
attrice protagonista per La strada dei quartieri alti.
Possiamo dire: Maledetto Oscar?
Beh sì… A Hollywood per la
cerimonia degli Oscar, alloggiammo al Beverly Hills Hotel, in un bungalow
a fianco a quello occupato da Marilyn Monroe e dal marito Arthur Miller.
Simpatizzammo ed uscimmo varie volte a cena e diventammo amici al punto
che Marilyn volle Yves come suo partner nel film Facciamo l'amore per la
regia di George Cukor, che avrebbe dovuto girare di lì a poco.
Poi cosa successe?
Tenga conto che Miller e Marilyn
erano ai ferri corti e quando ripartii da sola per la Francia per esigenze
di lavoro, durante la lavorazione di quel film, scoppiò una forte passione
fra mio marito e Marilyn che diventò in breve di dominio pubblico. "Mi
chinai per darle il bacio della buonanotte, ma d'un tratto il bacio si
fece selvaggio, un incendio, un uragano. Non potevo fermarmi." Ebbe a
confessare, in seguito, Yves.
Lei come la prese?
Ovviamente soffrii molto, ma per me fu un fatto quasi inevitabile e la
presi con filosofia, a chi mi chiedeva del mio stato d’animo rispondevo
razionalmente: "Se Marilyn Monroe è innamorata di mio marito, questo prova
che ha buon gusto, perché ne sono innamorata anch'io!"
Vi
riconciliaste vero?
Al termine delle riprese e dopo la
promozione del film Yves tornò a Parigi ed io pretesi di farmi fotografare
insieme a lui davanti dai fotografi di Paris-Match. Lui accettò volentieri
facendo capire con la sua disponibilità che non era affatto innamorato
della bella bionda americana. Come se niente fosse riprendemmo la nostra
vita assieme. Sì certo lui mi aveva tradita con la donna più bella del
mondo ed io diventai la cornuta più celebre del mondo, ma io lo avevo
sempre saputo che Yves aveva il vizio delle donne e nonostante i frequenti
tradimenti non ci lasciammo mai.
Nel 1976 Simone Signoret
pubblicò la sua autobiografia, La nostalgia non è più quella di un tempo.
L'ultimo film da lei interpretato, L'Etoile du Nord, risale al 1981.
Successivamente la sua salute iniziò a deteriorarsi e una grave malattia
della retina la rese progressivamente cieca. Il 30 settembre 1985, all'età
di 64 anni, Simone morì nella grande villa di Autheuil-sur-Herne. Al
momento della morte della moglie, che era già invalida da tempo, Montand
aveva una relazione con la giovane Carole Amiel, la quale era stata la sua
assistente durante la tournée come chansonnier dell'82. Con lei Yves ebbe
il suo unico figlio, Valentin, alla fine dell'88.
Yves Montand morì
nel 91 di infarto. Aveva 70 anni. La compagna lo fece seppellire a fianco
a Simone, nel cimitero di Père Lachaise.
Cathérine Allegret, figlia
di Simone e del suo primo marito, Yves Allegret, all'età di 58 anni, nel
2004 pubblicò un libro autobiografico, dove raccontò senza mezzi termini
di essere stata importunata dal suo patrigno ovvero Yves Montand con la
complicità di sua madre, la quale a seguito delle lamentele della figlia,
per non perdere definitivamente suo marito, avrebbe detto: "Non è grave,
tesoro, anzi, è carino, è un po' il modo di prolungare la nostra storia!"