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RACCONTO

Adamo Bencivenga
"BASTARDO SEI UN
BASTARDO!"
Moglie e marito sono da poco tornati a
casa. Lui insegnante di filosofia in un Liceo ha appena ricevuto una
lettera di sospensione da parte della scuola per aver molestato una
sua allieva...

MOGLIE E MARITO SONO
APPENA TORNATI A CASA. LUI HA L’ARIA SCONSOLATA. ANCORA
CON IL CAPPOTTO INDOSSO E IL BAVERO ALZATO SI VERSA E SI
SCOLA UN INTERO BICCHIERE DI WHISKY. POI SENZA PARLARE
TIRA FUORI DALLA BORSA UN DOCUMENTO DELLA SCUOLA E LO
PORGE ALLA MOGLIE. RAFFAELE: Leggi e guarda in che
cazzo di situazione mi sono cacciato… LA DONNA LEGGE
VELOCEMENTE IL PRIMO E L’ULTIMO FOGLIO: “… Per quanto
sopra riportato ed al fine di accertare i fatti
contestati viene irrogata nei Suoi confronti, la
temporanea sospensione cautelare dal servizio didattico
e l’allontanamento immediato dalle proprie mansioni per
un periodo determinato in mesi sei.
LUCIA:
Bastardo, sei un bastardo! RAFFAELE: Lucia cazzo, non
ho fatto nulla, in che lingua te lo devo dire! LUCIA:
E allora perché questo provvedimento? Ti rendi conto che
ti hanno sospeso da scuola? RAFFAELE: Perché non mi
credi? Ti avevo già messo al corrente della situazione.
LUCIA: Sì me lo avevi accennato, ma non credevo fino
a questo punto, evidentemente o non sei stato chiaro
oppure hai cercato di attenuare le tue responsabilità.
Questa è una cosa gravissima te ne rendi conto? E anche
se fossi innocente rimarrà sempre un marchio indelebile
sulla tua carriera. RAFFAELE: Sono innocente,
credimi.
L’UOMO SI VERSA UN ALTRO WHISKY NEL
BICCHIERE. LUCIA: Non so più cosa pensare… Spiegati
che è meglio! Hai perso il lavoro e se non mi convinci
stai per perdere anche una moglie… RAFFAELE: Lucia
credimi, è esattamente il contrario di quello che pensi.
LUCIA: Ti prego non assumere quell’espressione da
cane bastonato… Non sono io che devo giudicarti! Te la
sei scopata o no? RAFFAELE: Ma che dici?
Assolutamente no… LUCIA: Qualcosa di vero ci sarà,
altrimenti non capisco perché la ragazzina ti abbia
denunciato… Tra l’altro qui c’è scritto che ci sono
prove evidenti… RAFFAELE: È stata una ripicca, le
avevo detto che se avesse continuato il quel modo e non
si fosse impegnata negli studi non avrebbe superato
l’anno… Si è sentita ferita e si è vendicata, tutto qua…
LUCIA: La fai facile tu… ma non credo sia andata così…
RAFFAELE: Se ho una colpa è quella di essere stato
troppo duro con lei! LUCIA: Se fosse questa la causa
ci sarebbero migliaia di professori denunciati e sospesi
dal lavoro…
LUCIA CONTINUA A LEGGERE. LUCIA:
Qui c’è scritto, nero su bianco, che l’hai molestata e
non credo che la ragazza si sia inventato tutto di sana
pianta. Ecco leggi qui… Lei dice che vi siete incontrati
fuori da scuola… O qui che vi siete intrattenuti in aula
quando gli altri studenti erano già andati via e tu hai
allungato le mani… RAFFAELE: Tutte cazzate! LUCIA:
Non possono essere cazzate se il consiglio di presidenza
ti ha sospeso, sicuramente qualche controllo l’avrà
fatto no? Non si incolpa una persona se non ci sono
prove tangibili. RAFFAELE: Ma che controlli? Ha solo
creduto a quell’essere spregevole… Poi di questi tempi
sai bene come funziona… Basta uno sguardo e sei fregato!
Credimi, la ragazza è furba! I luoghi, gli incontri e le
date sono vere, quello che cambia è che non l’ho
importunata pesantemente come dice lei.
LA DONNA
GETTA I FOGLI SUL DIVANO E FISSA L’UOMO. LUCIA:
Quindi vi siete incontrati? Questo non me lo avevi
detto… RAFFAELE: Normale amministrazione tra uno
professore e una sua allieva. Siamo alla fine dell’anno
e tra poco dovrà sostenere l’esame di ammissione. Quindi
mi sono sentito in dovere di avvisarla che avrebbe
potuto perdere l’anno. Abbiamo discusso più volte sulla
tesi che doveva presentare, che c’è di sbagliato?
LUCIA: E scusa, ma con gli altri alunni usi lo stesso
metro? Non mi pare… RAFFAELE: Beh con lei il rapporto
era diverso. Avevo preso a cuore la sua situazione. Ha
perso la madre lo scorso anno per un incidente stradale
e il padre è mezzo alcolizzato da quanto so. Insomma non
volevo caricarla di altri problemi e sentivo che se si
fosse applicata avrebbe potuto dare di più e quindi
evitare altre noie. LUCIA: Però hai usato un
comportamento diverso… RAFFAELE: Ho cercato
semplicemente di aiutarla… LUCIA: Dipende dall’aiuto
e la causa perché l’hai fatto… Mi hai detto che è molto
bella… e magari se fosse stata brutta… RAFFAELE: Non
è vero, non mi sono espresso in questi termini! Ti ho
detto che la trovavo sensuale… LUCIA: Che cambia? È
evidente che ti piacesse… RAFFAELE: Sì, ma che
significa questo? Mi stai facendo il terzo grado… le
stesse insinuazioni della responsabile didattica della
scuola… LUCIA: Evidentemente anche lei non ti crede!
Ci sono più di trent’anni di differenza tra te e lei… Tu
sei un uomo adulto e lei semplicemente un’adolescente…
per cui o sei fesso e sei caduto nella sua trappola
oppure qualcosa c’è stato! RAFFAELE: Non l’ho
molestata te lo giuro… LUCIA: E poi scusa, una
ragazzina che reagisce in questo modo è a dir poco
delusa, forse si aspettava altro da te… secondo me c’è
dell’altro e tu non vuoi ammetterlo. RAFFAELE: Cosa
dovrei dirti? LUCIA: Non te la prendere, ma mi sembra
il classico caso di una delusione d’amore… Nel senso che
o l’hai corteggiata fino a farle credere qualcosa che
non era nelle tue intenzioni oppure te la sei scopata e
magari lei credeva che quello sarebbe bastato per
superare l’anno e ora ha deciso di fartela pagare.
Comunque in entrambi i casi sei pienamente colpevole. Ti
rendi conto cosa penserà tua figlia Giulia quando lo
verrà a sapere? RAFFAELE: E noi non glielo diciamo…
LUCIA: Troppo comodo Raffaele, non puoi buttare la
polvere sotto il tappeto, devi reagire ed affrontare la
situazione… E per fare questo devi essere onesto con te
stesso! Dai dimmi la verità cosa è successo in quegli
incontri? E dove siete stati?
LUI SI SIEDE
ACCANTO A LEI. TENTA DI PRENDERLE LA MANO MA LEI
RIFIUTA. RAFFAELE: Cos’hai? LUCIA: Sto ascoltando,
parla cavolo! RAFFAELE: Guarda che fuori da scuola
c’è stato un solo incontro… LUCIA: Ok ok, uno o tanti
la cosa non cambia… e dove l’hai portata? A mangiare una
pizza o in qualche squallido parcheggio di periferia?
RAFFAELE: Niente di tutto questo. È venuta lei qui a
casa nostra… LUCIA: Ah ecco… peggio che andar di
notte… scusa ed io dov’ero? RAFFAELE: È successo
circa un mese fa quando tu sei andata a Roma per quel
concorso, ricordi? Io ero in cucina, mi stavo preparando
la cena… LUCIA: Quindi erano circa le otto di sera?
Dio mio… e tu l’hai fatta entrare? RAFFAELE: Cosa
dovevo fare? Ha citofonato, fuori c’era anche un
temporale da paura, per cui non me la sono sentita di
dirle di no. Quando è entrata in casa aveva i capelli
completamente bagnati e allora l’ho accompagnata in
bagno ad asciugarsi. LUCIA: Bene… ha usato anche il
mio phon… RAFFAELE: E quale? Ma ti giuro per me era
solo un gesto di cortesia… LUCIA: Che allocco che
sei… Ecco dove stanno le prove… avrà fotografato casa…
ma scusa, non ti ha avvisato prima? E non ti ha detto il
motivo perché si è presentata qui? RAFFAELE: Per la
tesi… LUCIA: Scusa, ma non poteva fartela leggere il
giorno dopo? Che fretta c’era? RAFFAELE: L’aveva
conclusa quel pomeriggio e non vedeva l’ora di farmela
leggere… Mi ha detto che non avrebbe potuto dormire
quella notte senza un mio giudizio. E poi che era
ansiosa per l’esame e la promozione. LUCIA: Era
evidente che fosse una scusa… non ci hai pensato? Poi
cosa è successo? Ti prego se vuoi che io ti aiuti devi
essere sincero… RAFFAELE: Sono sempre stato sincero
con te, tanto che ti avevo già accennato tutto.
LUCIA: Non è vero, sto scoprendo ora cose che non mi
avevi detto… Quindi dopo che si è asciugata i capelli,
cosa avete fatto? RAFFAELE: Lei si è seduta sul
divano ed io sono rimasto in piedi a debita distanza, lì
vicino al camino. LUCIA: Com’era vestita? Voglio
dire… come al solito o hai notato qualcosa di diverso?
RAFFAELE: Portava una giacchina rosa e una gonna
insolitamente corta. Te lo dico perché ho notato le sue
calze bianche. LUCIA: E questo non ti ha fatto
pensare? RAFFAELE: No, perché abbiamo iniziato a
parlare della tesi su Kant, ma le sue argomentazioni
erano così sconclusionate che mi sono arrabbiato e l’ho
trattata male. LUCIA: Un professore che sgrida una
sua allieva non può essere un motivo di risentimento, ci
deve essere per forza qualcos’altro… Signor insegnante
di filosofia te lo devo dire io che esiste sempre una
causa e un effetto? RAFFAELE: Mentre la sgridavo mi
guardava come se non si aspettasse quella mia reazione.
Mi guardava incredula… LUCIA: Dimmi la verità, eri
attratto da lei? RAFFAELE: E perché mai avrei dovuto?
LUCIA: Lei in quel momento era la parte debole e magari
l’hai considerata una preda… RAFFAELE: Ma quale
parte debole! È una strega credimi! LUCIA: E allora,
conoscendo il tuo ego, magari ti sei sentito lusingato
dal suo aspetto, da come si era presentata e forse avrai
pensato che te la stesse offrendo su un piatto
d’argento… RAFFAELE: Non ho pensato a questo!
LUCIA: A una certa età può capitare Raffaele… Magari ti
sei sentito giovane, piacente, penso che non capiti
spesso ad un uomo adulto ricevere attenzioni da una
ragazzina che tra l’altro giudichi sensuale.
RAFFAELE: Perché sei così severa con me? Non sono ancora
da buttare… LUCIA: Conosco certe dinamiche, faccio
l’avvocato o te lo sei scordato? Ti sarai sicuramente
pompato come un pavone e vedendola disponibile ti sarà
venuto anche duro… RAFFAELE: …mi ha fatto sentire
importante, questo è vero, tra l’altro mi ha detto che
aveva letto un mio vecchio opuscolo su Schlegel e le
donne del romanticismo tedesco, cosa che tu non ti sei
mai degnata almeno di sfogliare… questa cosa a te non
dice niente? LUCIA: Cosa vuoi dire che la colpa
sarebbe mia perché non ti do le stesse attenzioni?
Smettila ti prego, conosco questo gioco, ma non ci
casco. RAFFAELE: Voglio solo dire che alle volte
anche un uomo ha bisogno di considerazione, o no?
LUCIA: Forse ci siamo… è stata questa la molla?
RAFFAELE: No. LUCIA: E allora cosa? Un misto di
compiacimento, malizia e ingenuità da parte sua?
RAFFAELE: Non è ingenua, altrimenti non mi sarei trovato
in questa situazione di merda. LUCIA: Ma non mi hai
risposto. Ti è venuto duro o no? RAFFAELE: Forse sì,
no, ma che significa? In caso la cosa è involontaria, ma
tu sei donna non puoi capire… LUCIA: Mio caro, è qui
che ti sbagli, la donna conosce bene la tecnica per
smuovere certe parti del corpo maschile. E spesso la
usa, in particolare quando si trova in una condizione
subalterna. RAFFAELE: Perché non mi credi? LUCIA:
Perché ora oltre a questo pezzo di carta che ti
inchioda, sento che è successo qualcosa proprio qui in
casa mia. Quindi ti sei fatto incensare e ci sei caduto…
RAFFAELE: Pochissime persone hanno letto
quell’opuscolo ed io in quel momento mi chiedevo dove
l’avesse scovato… Non credo che ci saranno più di
cinquanta copie in giro per il mondo… LUCIA: Ci
scommetto che in quel preciso momento hai iniziato a
desiderarla, vero? RAFFAELE: Il desiderio è una
cosa, i fatti sono altri…
LA DONNA SI ACCENDE
NERVOSAMENTE UNA SIGARETTA, POI SCARAVENTA LE SUE SCARPE
AL CENTRO DELLA STANZA. LUCIA: Versa anche a me un
po’ di whisky, la cosa si fa seria… Dove si è seduta?
RAFFAELE: Dove sei tu ora. LUCIA: E cos’altro ha
fatto per accalappiarti? RAFFAELE: Aveva i gomiti
poggiati sulle ginocchia e mi guardava. Non so se stesse
piangendo o fosse ancora bagnata dalla pioggia, ma ho
notato un leggero movimento delle sue gambe. LUCIA:
In che senso? RAFFAELE: Le ha aperte e poi richiuse…
Come per accentrare su di sé la mia attenzione.
LUCIA: Ecco allora dove hai perso il controllo
professore tutto d’un pezzo! È stata la vista delle sue
mutandine? Magari hai anche sbirciato tra le gambe… Di
che colore le portava? RAFFAELE: Smettila, ti prego!
LUCIA: E no mio caro, ti sei comportato come un
mediocre professore che perde la testa per una fichetta
da latte di una sua allieva appena maggiorenne. Magari
le mutandine neanche le portava… L’hai annusata? Ti ha
inebriato l’odore? Beh rispetto alla mia sarà stata
giovane e fresca… RAFFAELE: Tu sei arrivata già a una
conclusione e se fai così non riesco a raccontarti…
LUCIA: Allora c’è altro! Vedi che non sono scema? Dove è
successo qui? O in camera da letto nel nostro letto
matrimoniale? RAFFAELE: Non me la sono scopata
cazzo! LUCIA: Sì questo l’ho capito! Ma tu sei stato
al gioco e lei te l’avrebbe data, o almeno te l’avrebbe
fatta assaggiare… questo è sicuro… RAFFAELE: Questo
non lo so… LUCIA: Ma come non lo sai? Quella è venuta
fin qui, ha recitato qualche frasetta del tuo libro
introvabile, poi ti ha aperto le gambe, ti ha mostrato
tutto quel ben di Dio e tu continui a dire che non lo
sai?
L’UOMO SI PRENDE LA TESTA FRA LE MANI.
RAFFAELE: Lucia, mi sono fermato in tempo. Non sono un
cretino sprovveduto come pensi. LUCIA: Ti sei fermato
quando? Cosa cazzo è successo prima? RAFFAELE: Vabbè
c’è stato un bacio, ma niente di compromettente.
LUCIA: Ti sei avvicinato tu o lei? RAFFAELE: Mi sono
seduto sul divano, volevo consolarla, ero stato troppo
brusco con lei… e in quell’istante ho sentito tipo una
calamita, ma credo sia stata lei a fare il primo passo.
LUCIA: E cosa ti diceva? RAFFAELE: Nulla, ha solo
inumidito più volte le sue labbra con la lingua.
LUCIA: Che porca! Vedi che ti sei fatto circuire?
RAFFAELE: Poi la sua gonna è salita involontariamente
fino al ricamo dell’autoreggente bianca… LUCIA:
Involontariamente? Quella si era preparata da casa,
cazzo! Non si va in giro in quel modo senza pensare ad
un tornaconto… RAFFAELE: Al momento non ci ho
pensato che fosse tutto studiato. LUCIA: E invece lei
aveva previsto tutto e tu ti sarai anche eccitato senza
pensare alle conseguenze, o sbaglio? RAFFAELE: Te
l’ho detto era molto sensuale… LUCIA: Ecco, pensa che
non hai mai voluto che portassi quel tipo di calze
perché le giudicavi da troia… Immagino che indosso a lei
ti abbiano dato una scossa di adrenalina e non hai
resistito… RAFFAELE: È stato solo un bacio sulle
labbra. LUCIA: Non hai pensato a me? A tua figlia? Al
tuo ruolo? A ciò che sarebbe potuto succedere?
RAFFAELE: Dopo sì e quando si è tolta la maglia ed è
rimasta a seno nudo mi sono detto: Cazzo, ma che sto
facendo? LUCIA: Però l’avrai toccata… Come ce l’aveva
il seno? RAFFAELE: Che domande mi fai? Comunque
piccolo, una gemma appena sbocciata. LUCIA: Oh che
pensiero poetico signor filosofo… RAFFAELE: Lo sai
che preferisco il seno grande come il tuo…
LA
DONNA RIDE AD ALTA VOCE. LUCIA: Il mio? Ma se sono
secoli che non lo vedi e non lo accarezzi? Forse ti
sarai anche dimenticato sia la forma che la consistenza.
Invece il suo era sodo vero? RAFFAELE: A diciotto
anni come vuoi che sia? LUCIA: Stronzo! RAFFAELE:
Ma perché reagisci così… non c’è motivo di essere
gelosa. Lei è solo una ragazzina… LUCIA: Appunto!
Ascolta e poi quando ti mostrava quelle gemme di pesco,
cosa hai fatto? L’hai stretto forte, baciato, succhiato?
RAFFAELE: Lei mi ha pregato di accarezzarlo ed io ho
obbedito. LUCIA: Solo? E poi? RAFFAELE: L’ho fatto
per compiacerla. Poi nulla. Mi sono alzato dal divano e
l’ho pregata di rivestirsi, prendere le sue cose ed
andare via. LUCIA: E lei? RAFFAELE: È proprio
questo il punto! Si è sentita rifiutata. Ha creduto che
non mi piacesse, mi ha anche chiesto perché la trattassi
così. Vedessi che faccia ha fatto! Ho visto la sua
espressione trasformarsi da delusione a rabbia. E credo
sia stato proprio quello il momento che ha pensato alla
vendetta. Cosa dovevo fare? LUCIA: L’avevi già
baciata, toccata… Ci dovevi pensare prima, cazzo! Ormai
era troppo tardi. RAFFAELE: Non avevo scelta, in quel
momento ho pensato che farci l’amore o rifiutarla non
sarebbe cambiato nulla. In entrambi i casi mi avrebbe
potuto denunciare e così è successo. LUCIA: Sei
caduto nella trappola di una diciottenne, ti rendi
conto? Se te la fossi scopata magari avresti salvato la
faccia e tua moglie, perché io non ne avrei saputo
niente. Senza pensare poi alla tua soddisfazione
personale… RAFFAELE: Quando ho visto la sua faccia
piena di rabbia credi che non ci abbia pensato? Ho
tentato di recuperare… Le ho detto che avrei potuto
aiutarla e riscrivere interamente la tesi insieme. Ma
lei a quel punto non ha voluto. Mi ha detto che la sua
fica valeva molto di più di una stupida tesi su Kant e
che me l’avrebbe fatta pagare… LUCIA: Ha scoperto le
sue carte, che comunque secondo me erano piuttosto
evidenti sin dall’inizio, perché non si va a casa di un
professore così… senza tentare il tutto per tutto… Nella
sua mente avrà pensato che sarebbe bastato darti la fica
per passare l’anno… RAFFAELE: Sono stato un pollo?
LUCIA: Pollo o non pollo a questo punto non ha più
alcuna importanza… RAFFAELE: Perché? LUCIA: Da
quanto ho capito fin qui… tu ti sei tirato indietro non
perché hai pensato di essere un uomo sposato, ma
semplicemente per salvaguardare la tua dignità di
professore… RAFFAELE: Beh sì certo, non volevo
cedere al ricatto e l’ho mandata via…
LA DONNA
BATTE LE MANI. LUCIA: Eh bravo il mio professore!
Quindi in quel momento hai messo su un piatto di quella
bilancia fica e promozione e nell’altro il tuo ruolo di
insegante integerrimo e guarda caso ti sei dimenticato
di essere un uomo sposato e quindi di metterci anche tua
moglie! RAFFAELE: Cazzo Lucia, mi stava ricattando,
lo capisci? LUCIA: Certo che lo capisco, ma questo
significa che se non ci fosse stato quel ricatto, se non
ti avesse imposto quella scelta, ci avresti fatto
l’amore, vero? RAFFAELE: Non lo so, non credo, mi ci
dovrei trovare in quel tipo di situazione per dirtelo. E
comunque non sei contenta di come ho agito? LUCIA:
Assolutamente no! Perché nella tua decisione di starci o
non starci, io non ho avuto alcun peso. E ragionando col
senno del poi e viste le conseguenze a cui sei andato
incontro penso che tu abbia fatto senz’altro la scelta
più sbagliata. RAFFAELE: Quindi secondo te me la
sarei dovuta scopare? LUCIA: Ora non serve più a
niente darti una risposta.
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Questo racconto
è opera di pura fantasia. Nomi, personaggi e
luoghi sono frutto dell’immaginazione
dell’autore e non sono da considerarsi reali.
Qualsiasi somiglianza con fatti, scenari e
persone è del tutto casuale.
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